Mater #7 I fegatini toscani, o il teorema di Fermat

I crostini del pranzo di due anni fa (by MaGuar)

Oggi sono andata da mia mamma per chiederle se poteva prepararmi il patè di fegatini per un pranzo di Natale che ho domenica, con alcuni amici.

Questa è la trascrizione fedele del dialogo.

– Mamma, mi potresti fare i fegatini per un pranzo che ho domenica?

– Eh, tu vieni qui e t’insegno.

– Ma come mamma, anche l’anno scorso me li hai fatti te.

-Sie va’! Con queste mani? Tu li passi te, anche a Natale!

-Ma fallo fare al babbo a Natale, così almeno fa qualcosa, coinvolgilo. Deve muovere le mani.

-Gli uomini in cucina? Ma che scherzi davvero? “Quello come lo fai, lì aggiungici questo, io lo farei così…” no no in cucina il tu’ babbo non ci viene.

-Ok ma a parte Natale se venerdì ti porto i fegatini me li fai?

– Te li farò, ma per quanti?

-Boh, direi per nove-dieci persone.

-Eh, allora io te li fo e domenica poi tu vieni e si risentono se son giusti di sale e te li riscaldo.

.-Mamma me li devi fare per sabato sera, io domenica mattina sono all’open day, dalle 8 alle 13.

-Ma io mi sveglio alle sei!

-Ma io no mamma!

– Tu vieni prima di andare a scuola.

-Ma mi tocca fare le corse.

– Bah, hai inteso Mario? Io a farle i fegatini, e lei in tutta domenica non può venire a prenderli.

– Mamma ma finisco all’una, o che vuoi che mi metta  a fare in su e giù da casa tua a casa della mia amica? Vo diretta, no?

-O a che ora tu vai?

-A pranzo, mamma, te l’ho detto.

-Ch’i accei se tu me l’hai detto. Allora è tutto un altro discorso.

-Eh, appunto, sicché me li devi fare sabato.

-Eh ma  non capisci. Io li faccio il giorno prima, poi  il giorno dopo li riprendo in mano, li assaggio, riaggiungo il burro, li rimetto piano piano sul fuoco.

-Ma tutto questo domenica non c’entra.

-Se tu vieni alle sette c’entra!

-Mamma è troppo presto! Ti mando Antonio in mattinata così li puoi rimaneggiare quanto vuoi.

-Eh, ma gl’è un discorso: codesti fegatini, indove tu li riscaldi?

-Boh, dalla mia amica direi.

-Ehhhh perché vanno spalmati calduccini… Se tu mandi Antonio troppo presto poi sono freddi.

-E li riscalderò, o sennò ti mando Antonio a mezzogiorno.

-Se tu lo mandi a mezzogiorno allora unn’importa che tu li riscaldi dalla tua amica, te li fo io caldi caldi.

-Ok, se poi si raffreddano li riscalderà Antonio dalla Chiara.

-Chill’è codesta Chiara? Quella di Firenze?

-No mamma è la mia amica… Quella con i capelli fuxia.

-Ah, ho bell’inteso.

-Che hai inteso mamma?

-L’è parecchio strana.

-Sì ma che c’entra adesso?

-Che ce la sempre quei du’ ciuffi fuxia?

-No mamma ora ha tutti i capelli rossi.

-Rosso mogano?

-Tipo.

-Meglio mi sento.

-Che palle ma’! Ma insomma, questi crostini allora me li fai?

-Eh aspetta! Ma come tu hai intenzione di servirli?

-Boh, li preparerò laggiù.

– Li metti sul pane?

-Dove dovrei metterli secondo te?

-E chi te li prepara se sei a scuola?

-Antonio? La Chiara?

-Se no tu mettevi una ciotolina, come fate voi giovani quando andate a fare l’aperitif, e vu’ vi servite ognun per conto suo. Vero Mario?

– Vero, almeno chi non gli piace, non lo mangia. [Babbo voce fuori campo]

-Ma mamma quante storie, i fegatini tuoi piacciono in tutti i modi!

-Certo, ma io devo sapere come tu li porti in là.

-Faccio lavare le mani a Antonio, lui te le mette a conchino e gliele riempi di fegatini, ok?

-Non capisci, via. Devo sapere se li vuoi riscaldare o no, perché se non li riscaldi e te li riscaldo io mi ci vuole un contenitore, di plastica, di vetro, non so, per metterceli dentro.

-E se poi ridiventano freddi e li voglio riscaldare?

-Allora ci vuole un pentolino, e tu porti il pentolino.

-Va bene, ti porto una mia pentola antiaderente.

-Una pentola???? Tu hai intenzione di fare dimolti fegatini!

-Mamma, ti porto quello che ho. Non vorrai mica che vada a comprare un tegamino apposta?

-No, allora porta codesta pentola. Ma poi tu lo travaserai quando tu sei lì, spero. Non metterai mica in tavola la pentola.

-Penso che lo metterò sui crostini.

-E chi li spalma?

-E dagli! E lo farà Antonio!

– Ah, allora hai visto che c’era il modo di intendersi?

-Certo, come no! E’ mezz’ora che si ragiona. Piuttosto, quante confezioni di fegatini devo comprare?

-Boh, comprane due, al massimo t’avanza.

-Ah se avanza meglio, così lo porto a casa.

-Icché? Tu lo riporti a casa? Mario! Che hai sentito la tu’ figliola? Non gli s’è insegnato nulla! A casa tu lo riporti? Gli avanzi si lasciano a chi ti invita! Usalo il cervello.

-E’ vero, usalo il cervello, dai retta alla tu’ mamma. [Babbo voce fuori campo]

-Mamma, ma siamo tra giovani, ci si divide sempre quello che resta. Se devo prendere una cosa di un altro tanto vale che mi riprenda i fegatini.

-Mah, io non so che regola sia codesta. Io, più intelligente di te, quando facevo i fegatini per la festa della parrocchia, ne facevo sempre di più, così li davo un po’ alla sorella dell’Elda, che li congelava e poi li mangiava a Natale. E mi regalò anche un bell’asciugamano di lino ricamato da lei, o piglia. Impara, figliola!

-Impara dalla tu’ mamma, ti insegna bene. [Babbo voce fuori campo]

-Mamma, ma non c’entra nulla la tua storia con la mia, sono due cose diverse.

-Eh, la un c’entra, la un c’entra: la c’entra invece.

-Non mi pare.

-Invece sì, io non mi farei portare per bocca che mi sono ripresa i fegatini. Se no tu li prepari a casa, e tu li porti bell’è pronti.

.-Mamma, potresti limitarti alla logistica della preparazione dei fegatini, e fregartene del resto?

-Sì sì, a me tu me li porti e io te li fo per domenica a mezzogiorno, e poi viene il bell’Antonio. A dire “bell’Antonio” meglio di no, tu l’offendi: che l’hai letto il libro?

-Sì, mamma, me lo chiedi tutte le volte. E ho visto anche il film. Allora venerdì ti porto i fegatini, due confezioni, e una pentola. La pasta d’acciughe ce l’hai?

-Ti pare che non ce l’ho?

-Ah perché nel caso sai, quella te la portavo e poi me la riprendevo. I capperi? Te li compro? Quelli sotto sale?

-Sotto sale???? Icché? Tu te li fai da sola! L’Annamaria i capperi sotto sale non li usa!

-Ok ok ok niente capperi sotto sale. Allora a venerdì mamma. Grazie.

-Ciao amore, a venerdì.

-Ciao babbo, ciao mamma.

-Eh! Ma che pane tu usi?

 

 

 

 

 

 

 

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