Gl’è partita la Bambola

La Bambola parte all’improvviso, di solito una a quadrimestre, quando, dopo aver passato dalle due alle tre ore per preparare una lezione adatta per il tuoi alunni del serale, cercando stimoli, agganci con il mondo contemporaneo e con la loro realtà, piena di aneddoti e curiosità, ti trovi davanti il cast di The walking dead.

Dopo un tempo variabile dai tre ai dieci minuti di Bambola, in cui sfoderi a velocità sostenuta  – ma non a tal punto da non far assimilare i concetti – tutto il Repertorio Del Prof Che Ci Sente Abbestia (Non lo fate per me, Siete liberamente iscritti e liberamente padroni di andarvene, Volete rimanere servi? Fate solo un piacere a chi vi mangerà la pappa in testa  e così via, in un crescendo rossiniano che un giorno elencherò) di solito si rianimano. Qualcuno, colto sul vivo, a volte chiede scusa a nome suo e di tutti.

L’altro giorno mi è partita la Bambola, e  la classe è rimasta percossa e attonita e, per completare la citazione, pure muta.

Nel silenzio un ragazzo, convinto di non essere udito, bisbiglia al compagno: “Cazzo se gli è presa male!”.

Dai, altri 30 anni e poi la pensione. Voglio morì.